Con la sua raffinata arte di raccontare la vita attraverso le canzoni, Gino Paoli erra entrato in punta di piedi nel cuore degli italiani per poi restarci per sempre: scopriamo chi era!
Nato a Monfalcone il 23 settembre 1934 sotto il segno della Bilancia, Gino Paoli aveva vissuto la sua vita a Genova, con gli amici di sempre (e che amici!): Lauzi, Tenco, De Andrè, Bindi e i fratelli Reverberi (che ne hanno spinto l’esordio). Era l’uomo giusto al momento giusto, capace di consegnare alla scena musicale italiana brani dal sapore imperituro come Il cielo in una stanza, Senza fine, La gatta, Sapore di sale, Una lunga storia d’amore, Quattro amici…e non solo!
Chi era Gino Paoli, la biografia
Sette edizioni del Festival di Sanremo alle spalle, centinaia di collaborazioni di rilievo e altrettanti lavori discografici di successo: dagli album ai singoli, passando per le colonne sonore di alcuni film. Questo e tantissimo altro era Gino Paoli, la cui svolta musicale era avvenuta nel 1960 con il brano La gatta, che gli valse le attenzioni del paroliere Mogol.
Poco dopo, Mina aveva interpretato il suo pezzo di punta, Il cielo in una stanza, sancendo la definitiva consacrazione del Paoli cantautore nel firmamento artistico nazionale.
Gino Paoli aveva scritto canzoni immortali per decine e decine di artisti, da Sergio Endrigo a Luigi Tenco, Morandi, Patty Pravo, Zucchero, Battiato, Masini. Il brano più celebre era Sapore di sale, 1963, nato in un periodo turbolento della sua vita (la fine della relazione con l‘attrice Stefania Sandrelli, alla quale dedicò la canzone).
Si era sempre difinito un uomo di sinistra; nel 1987 era entrato in politica, eletto come deputato, ma la sua carriera si era interrotta nel 1992.Â
La (travagliata) vita privata di Gino Paoli
Nella biografia di Paoli (aveva anche un profilo Instagram) non mancano i colpi di scena e gli scandali. In un’intervista a L’Espresso aveva confessato di essere andato via di casa dopo il liceo, per il rapporto conflittuale con il padre che avrebbe voluto vederlo ingegnere.
Per un periodo aveva vissuto sulle panchine, mangiando nelle mense dei poveri. Poi il lavoro come grafico pubblicitario, seppur senza guadagni utili a sbarcare il lunario.
Aveva sofferto di dipendenza dall’alcol per circa 15 anni; problema risolto solo dopo la morte del fratello (causata dall’abuso di alcolici), nel 1976, come lui stesso ha rivelato al Corriere della Sera.
Al luglio 1963 risale il tentativo di suicidio con un colpo d’arma da fuoco al cuore. Il proiettile si è conficcato nel pericardio, dove è rimasto perché i medici non ne hanno ritenuto opportuna l’estrazione. “Non mi sparai perché ero travolto dai problemi. Anzi, ero all’apice della fama e avevo tutto. Lo feci per noia. E per sfida. (…) Togliersi la vita è l’unico arrogante modo per decidere del proprio destino. Ma la pallottola si conficcò nel pericardio. Ed è ancora là . Fu un segno. Non era la mia ora. Dopo, ho capito che è stato meglio così“, aveva spiegato in un’intervista a L’Espresso.
Sono iniziati poi i problemi con la droga, (“Agli inizi degli anni ’70, c’ero dentro fino al collo. Ma la droga è una stupidaggine, è come buttare via la tua esistenza. Ne sono entrato ma, poi, ne sono anche uscito: non potevo pensare che la mia autocritica venisse meno“, aveva raccontato in un’intervista per il libro I semafori rossi non sono Dio) e un drammatico incidente d’auto a cui è miracolosamente sopravvissuto.
Gli amori di Gino Paoli: mogli e figli
La prima moglie di Gino Paoli era stata Anna Fabbri, da cui nel 1964 ha avuto il figlio Giovanni. Nel frattempo, però, era esploso lo scandalo per la sua relazione adulterina con Stefania Sandrelli, ai tempi ancora minorenne, rimasta incinta della sua secondogenita, Amanda Sandrelli.
Discussa anche la sua storia d’amore con Ornella Vanoni, con cui poi è tornato a calcare le scene con notevole successo. Paola Penzo era la seconda moglie del cantautore, con cui è sposato dal 1991 e che gli ha dato la gioia di altri due figli: Nicolò (1980) e Tommaso (1992).
“Siamo insieme da 50 anni, non so come fa a non scappare perché se fossi in lei fuggirei, sopratutto adesso. Lei è la cosa più bella dei miei ultimi 20 anni, se non ci fosse lei non ci sarei già più” aveva raccontato in un’intervista a Il Corriere della Sera.
Chi è la moglie di Gino Paoli?
Non si sa moltissimo su Paola Penzo, la donna al fianco di Gino Paoli dal 1991, anno in cui si è guadagnata il titolo di sua seconda moglie.
È stata autrice di alcuni dei suoi brani e va molto d’accordo con la ex di lui, Stefania Sandrelli.
Sappiamo che la coppia viveva a Genova, ma non abbiamo altre informazioni sulla loro casa.
5 curiosità sul cantautore
-Sulla morte di Luigi Tenco, suo grande amico, aveva una precisa tesi (che ha svelato a L’Espresso): “Non credo volesse farla finita. Quando mi sparai io, accorse all’ospedale e disse arrabbiato che gente come noi non poteva suicidarsi. Penso che prima di premere il grilletto si fosse impasticcato“.
-Veniva definito “il cantante più sinistrato d’Italia”: pare non abbia un buon rapporto con l’automobile. Il suo incidente più grave fu sicuramente quello del ’62 che costò la vita al suo chitarrista – con conseguente ritiro della patente.
-Era cresciuto durante il fascismo, del quale ricorda solo la divisa da balilla che doveva indossare da bambino.
-Non sappiamo di preciso a quanto ammontava il patrimonio di Gino Paoli. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, però, avrebbe incassato 450 mila euro l’anno solo di diritti d’autore!
-A Sanremo 2022 la sua Il cielo in una stanza era stata reinterpretata da Mahmood e Blanco nella serata delle cover. Su questo il cantante aveva dichiarato a Il Corriere: “Mi è sembrata una cosa fatta abbastanza bene, gentile che rispettava la canzone. Loro l’hanno immersa nel loro mondo che è un mondo diverso.“.